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L'INTERVENTO PSICOLOGICO

Nella progettazione dell'itinerario di accoglienza e riabilitazione psicofisica per persone affette da SM e SLA "Convivendocon..." il focus è stato mantenuto su quegli aspetti che l'esperienza precedente aveva svelato essere punti nodali del complesso rapporto che lega l'individuo alla sua patologia.
Relazione particolarmente delicata quando la malattia intrude significativamente con ogni sfera del vivere, somatica, psico-fisica e socio-relazionale. Cosí come accade nelle sclerosi, favorendo insorgenze psico-sintomatiche in termini di aumento degli indici di ansia, depressione, sindrome da stress cronico, evitamento sociale e quant'altro risulti condizione non ascrivibile al concetto di Mal-Essere.
A fronte di tale fatica di vivere l'esperienza del nostro percorso vuole porsi come momento, anche spaziale oltre che esistenziale, di integrazione con le parti neglette del sé. Lo spazio del gruppo, sempre lo stesso, cosí come frequenza e orari, é diventato sia nell'immago collettivo che nella fruizione effettiva dell'esperienza, "Posto Sicuro" ossia piattaforma necessaria da cui orientarsi verso nuove direzioni psichiche e intrapsichiche, intese sia come ampliamento della propria consapevolezza che intreccio con l'altrui storia. Il senso di affetto, condivisione, solidarietà che sono il collante necessario nelle esperienze terapeutiche di sostegno e riabilitazione psicologica, sono ormai elementi di interscambio costante e assodato, tra i partecipanti del gruppo. Questo sentimento di appartenenza, solido e caldo come un abbraccio, si è rivelato di particolare utilità e tenuta in occasione di significativi assestamenti che il gruppo ha dovuto affrontare. Ingressi e uscite di elementi nel gruppo, variazioni nello stato di salute, eventi personali e per ultimo, per farlo meglio risaltare, l'addio a Federico, anima poetica del con-vivio.
Tale esperienza di etero-coesione si è tradotta quindi in auto-coesione, cosí come in piú occasione affermato dai partecipanti. Lo sperimentarsi in nuove vesti quotidiane (alcuni si sono riavvicinati, con successo e soddisfazione, all'ambito lavorativo, altri hanno recuperato elementi di autonomia, come il conseguimento della patente speciale) e in nuove esperienze sociali (la partecipazione ai laboratori espressivi), contribuisce al rinforzo di quei parametri di riferimento del Sé, rappresentabili in termini di incremento globale dell'autostima personale. Ed è possibile, oltre che lecito, correlare questo dato ad un miglioramento complessivo dello stato di salute, cosí come nell'accezione dell'OMS.. Se ci sentiamo meno soli, infatti, se ci riapriamo alla speranza, se, tramite l'integrazione, diamo un senso all'esperienza, anche dolorosa, se riconosciamo la capacità, che non è soggetta a limiti fisici, di porgere una mano verso l'altro, se riscopriamo l'affidarsi all'altro nei momenti bui, tutto questo è elemento sostanziale e si trasforma in tendenza naturale al Ben-Essere.
Bassa capacità comunicativa si traslittera in un rapporto con il mondo interno ed esterno improntato a rigidità, colpevolizzazione, conflitto, frustrazione e quant'altro possa gravare su vite non proprio vissute all'insegna della facilità.