info@convivendocon.it
Laboratorio espressivo con tecniche di arteterapia
di Angela Presciuttini

Darsi il permesso di creare é qualcosa di irrevocabile
e si riversa in ogni angolo della vita quotidiana. Ma é sempre difficile
vedere che il dubbio, la paura e la "non direzionalità"
sono aspetti eterni del percorso creativo.

www.artecometerapia.it


Questo percorso vuole rappresentare uno spazio sicuro e di incontro, che offra sostegno affettivo e relazionale a persone colpite da sclerosi multipla, ma non solo, attraverso l'attivazione ed il nutrimento delle loro risorse creative e l'utilizzo di materiali artistici.
L'arte è per sua natura sensoriale, ciò corporta (sensazioni visive, acustiche, tattili, olfattive, percezione ed organizzazione dello spazio) e coinvolge emozioni e processi cognitivi che attraverso vari linguaggi creativi trovano espressione, dando forma all'esperienza. Affidarsi al processo creativo del "fare arte" potrebbe sembrare qualcosa di scontato o di totalmente concettuale: in realtà, l'atto del creare si fonda proprio sulla fiducia in tale processo e seguire, abbandonarsi al suo naturale movimento offre molte opportunità di auto-rivelazione e crescita, stimolando - in modo assolutamente rispettoso delle proprie difese - scoperte su di sè e sul proprio modo di vedere e percepire il mondo e le relazioni con esso.
L'atto del creare presuppone, anche nella produzione di una piccola opera, imparare ad accettare l'imprevedibile senza sentirsi sopraffatti, utilizzare eventuali "errori" ed accoglierli nella propria creazione senza giudicarli, manipolare la materia (medium artistico) mettendosi in relazione con essa, riconoscerne le caratteristiche e, attraverso di esse, comunicare qualcosa di sè.
Provare piacere in tutto questo è una parte importantissima, poichè segnala che si stanno convogliando energie profonde in una direzione vitale. Contemporaneamente, esso rappresenta un feed-back positivo sulle proprie possibilità creative e produce un senso di autostima e di riconoscimento/accettazione di sè.

Gli aspetti dell'integrazione nel gruppo

Un aspetto importante di questo progetto emerge dalla natura "mista" del gruppo, composto cioè sia da persone con SM, che da altri i quali, tra familiari o semplicemente interessati, volessero partecipare.
La parola-chiave, a tal proposito, è integrazione, in un processo che può camminare nella direzione che va da una necessità ad un'opportunità di condividere. La necessità dell'integrarsi nasce generalmente, in un'accezione piuttosto condivisa, sul piano del bisogno: il bisogno di qualcuno, sia sul piano culturale che relazionale, di far comprendere ad altri un proprio stato, di informare, di condividere esperienze al fine di migliorare le proprie possibilità di relazione con un contesto.
Ma cosa dire, se pensiamo che anche per gli "altri" - quelli che in quello stato non ci sono ma sono chiamati ad averci a che fare, oppure quelli che non ci sono e basta � si tratta di integrarsi con tale realtà "diversa"?
Questo è il nocciolo, l'essenza dell'intima comunione che ci lega gli uni agli altri una interdipendenza necessaria e feconda, una alterità che ci accomuna se abbiamo il coraggio di spezzare il sottile diaframma che ci fa apparire troppo diversi in un gioco di specchi che alla fine riflette l'unica immagine di una umanità in cammino (Salvatore Geraci, "Esclusione, fragilità sociale e reciprocità: un percorso da compiere").
Chi vive una situazione di "problematica", di "diversità" in qualche modo, "costringe" ognuno che vi si trovi a contatto a ridisegnare la propria esperienza ed imparare da questo, ad accogliere, prima ancora di mettersi in relazione, le risorse insite in un'esperienza di "crisi" e le possibilità di crescita.
Integrare, etimologicamente, richiama "interezza" e un intero non potrà mai essere la somma di più parti, nè evocare ruoli impari in una relazione, dove c'è chi accoglie e chi è accolto, bensì solo ed unicamente aprirsi alla possibilità di "trasformazione" reciproca.

Obiettivi

Per tutte le caratteristiche sopraindicate, un percorso di arteterapia, soprattutto all'interno di un lavoro d'èquipe, può essere considerato un'esperienza d'aiuto per chi è ammalato di sclerosi multipla, perchè porta a confrontarsi a livello emotivo ed esperienziale (proprio per le caratteristiche della patologia e gli effetti che produce) con la necessità di lasciar andare, di accettare gli eventi nel loro ritmico "sali e scendi", limitando la sensazione di perdita di controllo, alimentando un senso di fiducia, favorendo l'apertura e la comunicazione.
Tutto questo contiene molteplici obiettivi da perseguire con dolcezza, senza forzature, nel rispetto delle difese dei partecipanti ed in un contesto che sostiene e contiene, privo di giudizio.

Materiali e strumenti

I materiali utilizzati, media artistici, svolgono il ruolo di "veicolo" di emozioni e sentimenti e dunque è molto importante che ce ne siano in abbondanza e di molteplici varietà. Se non è possibile lavorare in un atelier stabile, è comunque importante offrire una certa varietà di materiali, con diverse caratteristiche fisiche (morbidi, duri, fluenti, colorati, bianco e nero, da manipolare) che permettano di sperimentare molteplici tipologie di sensazioni e di esercitare diversi livelli di controllo, come per esempio: colori a tempera e a dita, pastelli ad olio, acquarelli, gessi, matite colorate, pennarelli, creta e varie tessiture di carta. Essi possono essere manipolati in varie modalità, con vari tecniche e strumenti, permettendo una libera esplorazione che tiene conto anche di difficoltà motorie, sensoriali. La produzione di un'opera aiuta anche le persone a focalizzarsi sul proprio compito e mantenere l'attenzione.
Quando l'utente s'immerge nel lavoro e si lascia assorbire, si verifica spesso una sincronizzazione del respiro con i ritmi della creazione e questo favorisce la coordinazione del movimento con la respirazione.